• Gabriele Palazzolo

Intervista a Andrea Gelich - Digital Success

Aggiornato il: apr 16

Digital Success è la Rubrica di approfondimento nelle vite, storie e Successi di Professionisti e Imprenditori, che si sono contraddistinti nel panorama italiano e non solo!

Non le solite interviste! In Digital Success approfondiremo la Persona dietro al Professionista / Imprenditore, con domande riguardanti la loro esperienza di vita e lavorativa, pensieri, punti di vista e obiettivi futuri. Meno tecnica e più dietro le quinte di persone di Successo.


Ho conosciuto Andrea poco tempo fa, ero alla ricerca di un Professionista in ambito vendita, per tenere un Webinar sulla gestione commerciale per i miei clienti, decine Titolare di Scuole di Formazione. Il Webinar è stato un successo, riscontrando davvero pareri positivi da parte di tutti.


Storia di un grande Imprenditore, storia di perseveranza e ambizione. Consiglio la lettura a tutti gli aspiranti Imprenditori e non solo!

GP: Iniziamo con il presentarti ai lettori, chi è Andrea Gelich?


AG: Ciao Gabriele, ti ringrazio per l’opportunità. Andrea Gelich è un imprenditore italiano, classe ’94. Oggi è CEO di diverse società italiane ed europee ed investitore in startup e progetti innovativi. Il principale brand “I’m droid®” oggi conta store fisici su strada in tutta Italia e tanti nuovi punti vendita in apertura nei prossimi mesi.

GP: Cosa significa dirigere un'azienda nel 2021 ? Qual è secondo te l’abilità fondamentale per un neo-imprenditore ?


AG: Beh.. In Italia fare impresa è.. Un’impresa ! In primis le evidenti difficoltà di posizionamento in una società ben più che semplicemente “abituata” alla pubblicità, bensì quotidianamente bombardata. Aggiungiamo un mercato in cui diventa anche difficile un benchmarking dei competitor a causa del numero elevato di aziende “multitasking”. Ed ancora in più uno Stato fortemente appesantito dalla burocrazia ed un sistema bancario inutilmente improduttivo, costoso e fondamentalmente inutile – dati gli stringenti requisiti imposti a giovani imprenditori e startupper.


A questo cocktail già letale aggiungiamoci anche una classe lavorativa di professionisti dedita ai servizi per le imprese, a partire dai commercialisti e a finire con consulenti aziendali, strategici, legali, per l’internazionalizzazione, per il marketing, per il branding – pronti a dispensare consulenze a lauto costo per gli imprenditori nonostante non abbiano pressoché la minima idea di quello che stiano vendendo. Tenuto conto di questo intruglio letale, oggi dirigere un’azienda significa doversi destreggiare all’interno del Matrix in cui l’impresa cerca di prosperare, tenendo in considerazione – sempre e comunque – che la fregatura o incompetenza è dietro l’angolo.


Quale ritengo essere l’abilità per eccellenza per un imprenditore? Molto soggettivo. Non credo di saperne indicare una erga omnes, pertanto sceglierò di concentrarmi su di un’abilità fondamentale – di cui però nessuno mai parla, quasi dandola per scontato. Per me la corretta gestione della liquidità e del cashflow della società – in base ovviamente alle esigenze ed agli obbiettivi di crescita - rappresenta una soft skill cruciale del CEO / CFO ove presente.

Rimanere senza liquidità significa trovarsi con le mani legate sul ciglio di un burrone, con anche gli occhi bendati. Venirne fuori non è impossibile, ma non sarà affatto facile. Ed una startup oggi deve sapere necessariamente come fare, altrimenti difficilmente supererà i primi anni e quello stato embrionale di micro-impresa che ogni imprenditore ambizioso brama di superare.

GP: Come hai iniziato il tuo percorso Professionale? Quali sono state le motivazioni e/o abilità che ti hanno spinto e dato la forza per raggiungere obiettivi così grandi?


AG: Nel 2014 ho collaborato come vice direttore di una piccola scuola di lingue in provincia di Firenze, subito dopo aver completato il Teaching English as a Foreign Language program presso la University of Toronto, una sorta di abilitazione di settore. Dopo qualche mese mi sono reso conto del potenziale ed ho avviato una mia scuola – ben più grande e strutturata - nella zona universitaria di Firenze. Sono stati anni duri, veramente intensi, e assolutamente pedagogici.


Sono arrivato a essere nominato più volte Commissario Esterno di Lingua per le commissioni di concorsi pubblici ed ho collaborato – al tempo - con prestigiose università straniere e americane. Le motivazioni che mi hanno spinto credo che siano le stesse per tutti: ambizione a fette e “volli, volli, fortissimamente volli”. La forza di volontà – mossa dall’ambizione – deve essere talmente forte da sostenere ritmi degni degli obbiettivi prefissati.

GP: Di cosa vai più fiero?


AG: Una delle società che oggi amministro – già partita zoppicante e con poco capitale - era data per spacciata da ex-soci, ex-partner commerciali, banche e consulenti. Ho perseverato oltre ogni previsione ed oggi quella società è una realtà leader del suo settore ed è in forte crescita. Il brand è persino finito su Ansa e su Millionaire, ed a breve lo sarà di nuovo.


Il tutto senza chiedere neanche 100 euro alle banche. Con questa impresa abbiamo collaborato e siamo stati fornitori di multinazionali con miliardi – non milioni – di euro di fatturato. Ovviamente tutto questo non sarebbe stato possibile senza il supporto delle persone giuste, il dream-team. Mi riferisco ovviamente ai miei soci e partner d’affari Adriano Lippolis, Pietro Mangini e Danilo Romaniello.


Una menzione speciale devo farla al mio socio maggioritario, mentore di vita e spesso e volentieri finanziatore: mio padre Maurizio, che non ha mai smesso di credere in me e nel nostro progetto.

GP: Qual è la sfida più grande che affronti ogni giorno? Lavorativamente parlando.


AG: La sfida principale la combatto costantemente con me stesso: vedo chiaro il percorso di crescita e gli step da seguire, tuttavia se volessi mettere in pratica tutto contemporaneamente non basterebbe né il tempo né il capitale: anzi “fare troppo” avrebbe risvolti ben più negativi. E’ una dura e costante battaglia interiore. Non bastano le 24ore in una giornata.

GP: Progetti Futuri? (se ne puoi parlare)


AG: Ritengo che il segreto – una volta più o meno stabilizzata la condizione e crescita dell’impresa primaria – sia la diversificazione. Io e i miei soci stiamo diversificando in diversi progetti a seconda degli interessi e delle propensioni di ognuno. Per esempio con gli amici e soci Pietro Mangini e Luca Catalano stiamo per lanciare un nuovo e-commerce internazionale con il supporto marketing di una grande e affermata SpA italiana, ovviamente conosciuta grazie alle precedenti esperienze imprenditoriali.


Ancora una volta abbiamo deciso di investire in imprese reali e tangibili e non in fuffa-investimenti e psiconauti di quartiere.

GP: Se avessi un capitale extra di 10 Milioni, come li spenderesti / investiresti e perché ?


AG: Velocizzerei senza dubbio il percorso di crescita del nostro principale brand con un investimento in marketing e merce degno di questo nome, con l’immediata apertura di nuovi punti vendita in location strategiche già da noi predeterminate. Inevitabile a quel punto il passaggio a SpA per una corretta gestione della liquidità e dell’impresa stessa.


Il restante capitale senza dubbio nel mercato immobiliare locale o internazionale, a partire dai locali commerciali dove hanno sede i nostri punti vendita, senza perdermi nell’oceano dei microinvestimenti fuffa proposti ovunque e da chiunque, data l’enorme volatilità di questi sistemi tutt’altro che affidabili.

E poi formazione, formazione e ancora formazione, possibilmente in giro per il mondo.

GP: Qual è stato il tuo più grande fallimento lavorativo?


AG: Anni fa, in un momento di totale assenza di liquidità, a seguito di accordi frettolosi e senza le dovute verifiche ho letteralmente perso la proprietà della prima società che ho fondato, che affrontava solo un passeggero problema finanziario, che oggi riuscirei a risolvere agilmente in poche settimane. Una soddisfazione? Averlo reso pedagogico e solo un capitolo di un percorso ben più ampio.

GP: Qual è il tuo più grande Pregio e Difetto?


AG: Questa è una domanda davvero complessa perché psicologicamente la mia risposta potrebbe essere male interpretata. Credo che il mio più grande difetto sia che pretendo moltissimo, spesso troppo. Da me stesso, dai miei soci, dall’impresa. Ho standard elevati nei confronti di me stesso in primis perché i requisiti del mercato e della società si sono inevitabilmente innalzati e la posta in gioco è sempre più alta.


Di questi tempi un errore o un investimento sbagliato potrebbero costare la vita dell’impresa stessa. Al contrario il mio più grande pregio ritengo che possa essere la forza di volontà. Inesauribile ed instancabile, ogni giorno mi accompagna nei momenti più difficili. Non mi arrendo mai. Spesso a caro costo.

GP: Dove ti vedi tra 10 anni ? Qual è il tuo sogno nel cassetto?


AG: Ai miei soci e investitori dico sempre di puntare alla luna, al massimo potremo aver raggiunto le stelle. Sognando ad occhi aperti, spererei di trovarmi all’amministrazione del nostro attuale brand, magari già diventato SpA e con tantissimi negozi in Italia e chissà, magari in Europa.


Realisticamente invece, sarei già grato di essere dove sono, con gli amici e soci di ogni giorno. E non voglio essere melenso. Conosco la volatilità dell’imprenditorialità e delle società, delle dinamiche interpersonali e di quelle – ahimé - economiche.


Ci vogliono anni per costruire un’impresa e una settimana per distruggerla.

Il mio sogno nel cassetto? Compio 27 anni a Maggio. Ciò significa che mi restano meno di 3 anni per entrare nella lista che mi attanaglia da quando ho aperto la prima partita iva nell’ormai lontano 2014. Te lo ricordi il “volli, volli fortissimamente volli?” di cui parlavo prima? Beh il mio sogno nel cassetto è essere nella lista Top 30 under 30 di Forbes Italia.

GP: Cosa fa Andrea nel week end?


AG: Prima della pandemia provavo ad avere un briciolo di vita sociale, ormai dedico il weekend al riposo e a quei progetti o task che non riesco a portare a termine in settimana. Cerco di non iniziare mai una nuova settimana con task arretrate.


Non credo però che cosi facendo io stacchi mai veramente al 100% ma, per adesso, mi va bene così. Leggo moltissimo online argomenti di settore e cerco di tenermi aggiornato sul panorama del mio settore. Il venerdì sera controllo l’andamento del mio piccolo portafoglio azionario e imposto le compravendite per la settimana.

GP: Se dovessi dare un consiglio ad un ragazzo under 25, cosa gli diresti?


AG: Non mi permetto di fare da mentore a coloro i quali sentono una maggiore propensione verso una carriera da dipendente, ma qualche consiglio ad un aspirante imprenditore credo di poterlo dare. Per prima cosa, dimentica tutto il resto. Non essere solo “imprenditoriale”: sii “intraprenditoriale”. Le azioni valgono più di ogni parola. Dimentica amici, dimentica fidanzata, dimentica le futilità. Concentrati sull’essenziale. Tu sei il tuo business. La tua vita è il tuo business.


Ogni briciolo di secondo che dedichi a te stesso lo stai togliendo al tuo business. Formati insaziabilmente su ogni aspetto che potrebbe anche lontanamente riguardare il tuo modello di business. Evita tutto ciò che esula dalla tua attività principale fino a che non sarà stabile. Non ascoltare i consigli di crescita commerciale o marketing del tuo commercialista. Del tuo amico d’infanzia. Di tuo zio. Non affidarti a consulenti a caso. Non sprecare liquidità. Investi in modelli di business sani – innovativi se vuoi – ma pur sempre tradizionali e fondati. Non fidarti mai e approfondisci sempre. Visiona le carte, i bilanci, i dati.


Non aver paura di essere poco convenzionale. Metti sempre tutto per iscritto. Circondati delle persone giuste: amici leali prima di partner d’affari e coltiva le loro aspirazioni ed i loro sogni assieme ai tuoi. Costruirete una relazione duratura. Non potrai mai farcela da solo.

GP: Per farsi assumere nella tua Azienda, che caratteristiche dovrebbe avere il candidato ?


AG: Lungi da me voler sembrare il capitalista della situazione, tuttavia viviamo in tempi economici molto difficili in cui un dipendente costa caro e quasi tutto si può fare in outsourcing. Figuriamoci un dipendente con esperienza.

Per me quindi il collaboratore ideale è una persona sveglia ed in grado di imparare alla svelta: si tratterà senza dubbio di un soggetto polivalente. In più un requisito fondamentale: non deve guardare l’orologio!

GP: Quali sono secondo te le Skill più richieste nel tuo mercato attuale?


AG: Senza ombra di dubbio digital marketing, web and app development, online advertising, graphic design sono skill davvero richieste sul panorama contemporaneo e ritengo futuro. Ormai si danno per scontato le skill base, e la lingua inglese – per esempio - è una di queste.

GP: Su cosa dovrebbe investire oggi un giovane imprenditore per farsi trovare pronto nei prossimi anni?


AG: Ritengo che ogni imprenditore debba avere una conoscenza più o meno approfondita di ogni aspetto riguardante il suo modello di business. Onde evitare fregature e perdite di tempo, consiglio di investire su se stessi. La formazione resta il miglior investimento a lungo termine ma anche in questo caso tocca informarsi e selezionare i giusti formatori. Mindset e tenacia non bastano a pagare le bollette.


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Riferimenti

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