• Gabriele Palazzolo

Intervista a Simone Magazzù - Digital Success

Digital Success è la Rubrica di approfondimento nelle vite, storie e Successi di Professionisti e Imprenditori, che si sono contraddistinti nel panorama italiano e non solo!

Non le solite interviste! In Digital Success approfondiremo la Persona dietro al Professionista / Imprenditore, con domande riguardanti la loro esperienza di vita e lavorativa, pensieri, punti di vista e obiettivi futuri. Meno tecnica e più dietro le quinte di persone di Successo.


GP: Iniziamo con il presentarti ai lettori, chi è Simone Magazzù?


SM: Ciao Gabriele, ti ringrazio per l'opportunità. Mi chiamo Simone, ho 29 anni e vivo in Belgio a Bruxelles dove sono cresciuto. Sono Head of Marketing Automation e socio di Loop, l'agenzia di performance marketing che dirigo insieme a Francesco Agostinis e Lorenzo Tombari. Business a parte, le mie più grandi passioni sono la musica (sia suonare che ascoltare) e il buon cibo, specialmente quando torno in Italia!


GP: Cosa significa dirigere un'azienda nel 2021 ? Che responsabilità e abilità comporta.


SM: Dirigere un’azienda per me vuol dire dedicare la maggior parte del proprio tempo al miglioramento di essa, dal punto di vista del business, dell’organizzazione e delle relazioni con le persone che siano collaboratori, clienti o partners.


Sinceramente non credo che per dirigere un’azienda servano abilità particolari. Credo che se c’è amore per il progetto e voglia di farlo crescere mettendo le mani in pasta, il resto si può imparare anche sul campo.


GP: Ti occupi principalmente di Marketing Automation, puoi dirci di più e perché hai scelto di verticalizzarti in questo ramo?


SM: Dal mio primo tuffo nel mondo del marketing digitale sono sempre stato affascinato dalla tecnologia legata al marketing per personalizzare l’esperienza utente, ottimizzare il flusso di acquisto o semplicemente creare esperienze interattive per gli utenti. L’Email marketing e il chat marketing sono un parco giochi perfetto se si hanno interessi simili ai miei, e oggi in Loop gestisco un team che si occupa proprio di questo per molti e-commerce in Italia che si affidano a noi per questo servizio specifico.


GP: Come hai iniziato il tuo percorso Professionale? Quali sono state le motivazioni e/o abilità che ti hanno spinto e dato la forza per raggiungere obiettivi così grandi?


SM: Dopo la laurea in Economia e Gestione Aziendale presso l’Università Cattolica di Milano e un primo stage nel digital marketing presso One Day, ho capito di voler intraprendere una carriera nel marketing digitale.


Ho deciso quindi di completare il mio percorso di studi con un Master in Creativity & Marketing presso la Solvay Business School a Bruxelles, per poi trovare lavoro da consulente di digital marketing presso un’agenzia di consulenza nel settore farmaceutico, sempre in Belgio.


Avevo 23 anni, con una voglia pazzesca di imparare, creare, lanciare, ottimizzare.

Ecco, ero nel posto sbagliato purtroppo, ma ho pensato di rimanere comunque e investire tutto il mio tempo libero e pause pranzo a sviluppare alcune mie idee e soprattutto, studiare. Ho lanciato una newsletter a tema UX Design accessibile solo tramite invito referral, ho lanciato una community page per studenti universitari che ho poi ceduto, ho costruito un’estensione per google chrome e altri progettini di questo tipo. Mi tenevo occupato insomma, finché l’azienda per ovvi motivi non ha deciso di concludere il rapporto.

Da lì ho deciso di mettermi in proprio. Ho iniziato a studiare Facebook Ads e come aiutare gli ecommerce a migliorare i propri risultati con la Marketing Automation. Ho preso i primi clienti, costruito i primi case studies per poi conoscere e iniziare a collaborare con Francesco Agostinis nel 2018 quando stava fondando Loop di cui poi sono diventato socio 2 anni dopo insieme a Lorenzo Tombari.


Voglia di imparare e di mettersi in gioco, credo siano stati i driver più importanti del mio percorso.

GP: Di cosa vai più fiero?


SM: Nonostante abbia avuto una vita molto agiata, ho dovuto affrontare ostacoli molto importanti, almeno per me, specialmente all’inizio del mio percorso professionale. Nonostante ciò, non ho mai smesso di credere in me stesso e ho continuato a dare il massimo, e di questo vado molto fiero.

GP: Cos'è per te Loop?


SM: Per me Loop è un gruppo di persone accomunate da una grande passione per il proprio lavoro e motivazione nell’alzare sempre l’asticella migliorando ogni giorno. Oggi il team conta un po’ meno di 50 persone in full-remote, divise in più unit di servizio.


GP: Qual è la sfida più grande che affronti ogni giorno? Lavorativamente parlando.


SM: Credo che in questo momento la sfida più grande sia allocare sempre più tempo a lavorare “on the business”. Quando si ama questo lavoro e si è smanettoni come me, è facile dedicare più tempo del dovuto agli account dei clienti sacrificando del tempo che potrebbe essere invece investito nel costruire asset per l’azienda, ma con un team sempre più autonomo, sarà sempre più semplice.


GP: Progetti Futuri? (se ne puoi parlare)


SM: Crescere Loop sia verticalmente che orizzontalmente espandendo la linea di servizi facendole a tendere diventare realtà autonome. Sicuramente anche dedicare del tempo a nuovi progetti insieme ai miei soci, magari anche non correlati direttamente a Loop.


GP: Il tuo lavoro può essere fatto in qualunque parte del mondo, hai intenzione di spostarti in futuro?


SM: Non l’ho menzionato prima, ma il primo anno da libero professionista l’ho passato lavorando da nomade digitale. Sono stato 6 mesi a Madrid, 2 mesi a Lisbona e qualche settimana a Barcellona e in giro per l’Italia. È stata una bella esperienza, ma credo che sia un’idea di lavoro un po’ troppo romanticizzata: alla fine passavo la maggior parte delle mie giornate a lavorare, chiuso in una stanzetta dell’airbnb lontano dai miei cari, in un posto dove conosco poche persone. Oggi personalmente preferisco farmi un weekend di vacanza più spesso, piuttosto che lavorare viaggiando.


GP: Se avessi un capitale extra di 10 Milioni, come li spenderesti / investiresti e perché ?


SM: 10 milioni sarebbero troppi solo per me. Darei una buona parte alla mia famiglia e a persone che ne hanno bisogno più di me. Poi cosa farei per me? Un po’ vanno sicuramente sul mio conto corrente per togliermi qualche sfizio, poi una buona parte investita in asset liquidabili in qualunque momento e il resto investiti a lungo termine.


GP: Qual è il tuo più grande Pregio e Difetto?


SM: Tra i pregi c’è sicuramente la mia tenacia e positività. Tra i miei difetti invece c’è l’impulsività e impazienza.


GP: Dove ti vedi tra 10 anni ?


SM: Difficile rispondere visto quanto è imprevedibile il futuro, specialmente per chi lavora nel nostro settore. Però sicuramente mi vedo in una Loop molto più grande e sempre più solida e con qualche sorella ;)


GP: Cosa fa Simone nel week end?


SM: Simone nel weekend è in modalità freestyle, cioè fa ciò che vuole, senza impegni. Tra le mie attività preferite ci sono le lunghe passeggiate e chiacchierate con la mia compagna, magari fermandoci a mangiare in qualche ristorante nuovo, i giochi di società con i miei amici e qualche scambio a tennis se il tempo Belga lo permette.


GP: Se dovessi dare un consiglio ad un ragazzo under 20, cosa gli diresti?


SM: L’unica cosa che mi sento di dire è: sviluppa al massimo le tue skills relazionali, investi nelle connessioni più che nello studio accademico e poi fai quello che ti piace, senza prenderti troppo sul serio.


GP: Quali sono secondo te le Skill può richieste nel tuo mercato attuale?


SM: Secondo me un vero unicorno al giorno d’oggi è un marketer strategico con skills avanzate di programmazione, o viceversa. Credo sia forse la figura più difficile da trovare al giorno d’oggi.


GP: Su cosa dovrebbe investire oggi un giovane per farsi trovare pronto nei prossimi anni?


SM: Sinceramente credo che l’unica cosa che conviene iniziare ad imparare da subito sono le lingue, perché richiede molto tempo e molta pratica, specialmente se non hai le basi. Per il resto, non credo ci sia veramente modo di prevedere granché: tutto ciò che faccio oggi, l’ho imparato negli ultimi 5 anni, non prima.


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