• Gabriele Palazzolo

Cosa sono gli NFT ? Spiegato semplice (e bene)

Aggiornato il: apr 6

Si sente sempre più spesso parlare di NFT ela sigla indica i “Non Fungible Token”. A volte la definizione che viene loro attribuita è erronea e per fare chiarezza occorre prendere in considerazione alcuni elementi.

ragazza con volto ricreato digitalmente

Prima di tutto, vengono anche denominati con il termine “Nifties” e si tratta di oggetti digitali che possono essere venduti e tramite i quali è possibile ottenere un certo guadagno. Attenzione però, anche perché se credi che il discorso sia semplice, in realtà occorre fare delle precisazioni importanti.


Una caratteristica importantissima di questi elementi è che non possiedono una forma tangibile, ma nonostante questo, possono essere venduti e comprati lo stesso. Il punto è che sonounici”, perché non possono essere catalogati nei beni “fungibili”.


Questo significa che non sono delle unità interscambiabili con altre che presentano lo stesso valore. Tuttavia possono essere comprati e venduti tramite apposite piattaforme. Insomma, stiamo parlando di qualcosa di unico nel suo genere e quindi di beni che non possono essere sostituiti con altri dello stesso tipo.

Il concetto non è semplice da comprendere e per capirlo meglio occorre approfondire determinati elementi. Tra questi, anche il funzionamento degli NFT e le loro caratteristiche.

Gli NFT: di che cosa si tratta esattamente

Gli NFT sono oggetti digitali e precisamente si possono indicare con la denominazione di “token digitali”. Per dare una definizione ancora più precisa è possibile anche indicarli come una sorta di certificati di proprietà che attestano che un determinato proprietario o autore di un’opera, abbia i diritti su quest’ultima.

Per fare degli esempi di questi token “non fungible” si possono indicare le GIF, ma anche dei semplici tweet oppure persino delle figurine digitali da collezione. A questo elenco si possono aggiungere anche immagini che rappresentano degli oggetti oppure addirittura una skin per i videogiochi.


Tutti questi possono essere considerati NFT e possono essere venduti o anche acquistati tramite un apposito marketplace. In più, quando si parla di token “non fungibili” si intende indicare un gruppo di dati digitali, o meglio di informazioni che si trovano in una blockchain.


Le informazioni in questione permettono di conferire diritti e anche caratteristiche di un certo token digitale. Se il concetto non è ancora chiaro, si può semplificare ulteriormente sostenendo che gli NFT siano token crittografati e in più collegati con un media.

Proprio quest’ultimo, una volta che viene comprato, in automatico diventa una proprietà autenticata tramite una blockchain. Se la maggior parte di questi particolari elementi digitali rientra nella categoria dei media, tuttavia gli NFT non sono solo GIF o oggetti tra quelli indicati precedentemente.


Possono infatti essere anche oggetti digitali musicali, ma anche video, opere artistiche oppure contenuti scritti, foto e persino meme! Quando poi si acquista il token, il media può continuare a circolare nel web, ma ormai solo il soggetto che lo avrà acquistato, possiederà i diritti di proprietà su di esso.

Proprio per questo, si può affermare che gli NFT siano “certificazioni” del media o comunque di quella determinata opera. Un Non fungible token quindi non corrisponde all’opera stessa.

Quando ci si chiede quindi a cosa serva un token di questo tipo, si può rispondere sostenendo che il loro compito è quello di indicare il possessore dei diritti di quell’opera digitale o elemento digitale.


Un altro esempio chiarirà ancora di più le idee: è come se gli elementi in questione fossero delle copie autografate di un libro, però in formato esclusivamente digitale.

una persona con un pc portatile e un pad per disegnare digitalmente
digital art

Le tipologie e i loro obiettivi

Esistono diversi tipi di NFT e il primo viene indicato con la sigla “LRC721”, che riguarda un elemento unico, quindi un oggetto digitale che non possiede proprio alcun sostituto in tutto il web.


La seconda tipologia invece viene indicata con la sigla LRC1155 e la sua caratteristica è quella di far sì che un contratto rappresenti più di un token. In questa situazione quindi si verifica una casistica particolare. È come se la proprietà venisse divisa tra più individui.

Questa classificazione aiuta anche a sottolineare gli obiettivi degli NFT. Per la prima volta si può quindi parlare anche di “diritti digitali” e un token del genere serve proprio per confermare questi ultimi.

Il suo scopo principale infatti è quello di indicare l’autenticità di un contenuto digitale, o meglio, di una propria creazione digitale. Acquistandoli quindi si avrà una vera e propria esclusiva su quel determinato elemento.

Come funzionano questi particolari beni non fungibili

Per capire bene il funzionamento di questi beni non fungibili si deve nuovamente nominare il concetto di blockchain. Con questo termine si indica una tecnologia utile per condividere diverse informazioni, o meglio per conservarle e anche per trasmetterle.

Si tratta quindi di una specie di “registro online” che viene adoperato in misura maggiore per i Bitcoin, ma in realtà anche per ogni tipo di NFT. L’importante però è non scambiare questi ultimi con le criptovalute, anche perché queste possono essere scambiate tra loro, mentre i beni non fungibili no.


La motivazione di questa impossibilità risiede nella natura di questi token digitali: non esistendo un loro corrispettivo identico o comunque dello stesso valore, è quindi impossibile scambiarli tra loro.

Per venderli o per acquistarli sarà necessario collegarsi ad apposite piattaforme. Tra i nomi di quelle più famose vi sono OpenSea, ma anche Nifty Gatewat, Known Origin. La compravendita dei token non fungible inoltre può essere realizzata usando dollari, euro o altri tipi di valuta. Il denaro viene utilizzato per attestare l’autenticità di un NFT, ma non il suo scambio. Non terminano qui però le altre caratteristiche di questi particolari elementi.


Le altre caratteristiche dei Non fungible token

Gli NFT non possono essere divisi, perché non si possono spezzare in parti di minori dimensioni, dato che esistono solo come “corpo unico”. Oltre a questo, non possono essere distrutti e nemmeno rimossi, ma è possibile verificare la loro autenticità.


Questo significa che è possibile controllare che quel soggetto sia effettivamente il loro creatore. Come si è visto, si tratta di elementi molto particolari, dotati di caratteristiche ben precise, ma non solo.

Questi token hanno avuto un successo mondiale a partire dall’anno scorso e a quanto pare la loro compravendita si sta trasformando in un fenomeno sempre più diffuso.


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